Provincia di Piacenza

Posta sulla riva destra del Po, all’incrocio di importanti vie di comunicazione, Piacenza vanta un’antica storia, propria di una regione di confine in cui arrivarono forse i Galli e gli Etruschi, certamente i Romani che, nel 218 a.C., fondarono la colonia Placentia. Nel Due e Trecento Piacenza conobbe una straordinaria edificazione urbanistica con la costruzione del Duomo, di Palazzo Gotico e di numerose chiese. Nel 1545, con la costituzione del ducato di Piacenza e Parma, iniziò il governo dei Farnese che manterranno il controllo della città fino al 1731, quando passò ai Borbone. Piacenza, conobbe, nei decenni successivi, anche il dominio austriaco, francese e napoleonico e il governo di Maria Luigia d’Austria fino al 1847. Nel 1848 fu la prima in Italia – da qui il titolo di “primogenita” – ad unirsi con un plebiscito al Regno di Sardegna. A Piacenza fu fondata la prima Borsa del lavoro nel 1891 e nel 1892 si costituì la Federconsorzi che qui ebbe la sua sede fino al 1927. A lungo “capitale” dell’industria del bottone, la città fu protagonista nel secondo dopoguerra di un forte sviluppo nel settore della meccanica. Negli ultimi anni Piacenza ha sempre ottenuto posizioni di vertice nella speciale classifica del quotidiano economico “Sole 24 Ore” dedicata alla qualità della vita nelle città italiane.

Territorio e ambiente - Il Po
Il Po lambisce maestoso la provincia di Piacenza, da Castelsangiovanni a Monticelli d’Ongina, affiancandola nella parte che guarda alla dirimpettaia Lombardia. il Po scorre lento in un destino incrociato con quello della città, da qualche anno eletta “capofila” di un vasto piano interregionale di promozione turistica del Grande Fiume sotto l’egida della Consulta delle 13 Province del Po. Il Po è vissuto tantissimo dalle sue sponde (la città vanta due importanti società canottieri, la “Vittorino da Feltre” e la “Nino Bixio” che hanno sfornato campioni di canottaggio). Ma soprattutto il Po qui è nella vita, nei discorsi della gente. In queste acque viveva un mito: il “Moby Dick” del Po, lo storione, che tuttora frequenta gli amarcord dei pescatori del posto. Sempre a est della città, presso l’ansa tra Caorso e Monticelli (l’antica Rocca ospita tre importanti istituzioni museali: il museo civico, il museo etnografico del Po con acquario e il museo della civiltà contadina), è da visitare uno dei luoghi naturalistici più interessanti di tutto il medio territorio padano: l’Oasi De Pinedo. C’è una nuovissima imbarcazione, la Calpurnia, che effettua due tragitti lungo l’itinerario Piacenza-San Nazzaro, attraversando proprio queste splendide aree naturalistiche . le sue sponde e le sue acque accolgono la Giornata nazionale “Un Po per tutti” mettendo in mostra “occasioni” e “risorse” da sfruttare: a questa frequentatissima kermesse di sport, cultura, spettacoli, gite sul fiume, degustazioni e visite guidate che si tiene ogni anno la prima domenica di giugno. 


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