Provincia di Cuneo

La Provincia di Cuneo è una provincia del Piemonte di oltre 570 mila abitanti. Confina a ovest con la Francia (dipartimenti delle Alte Alpi, delle Alpi dell'Alta Provenza e delle Alpi Marittime nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra), a nord con la provincia di Torino, a est con la provincia di Asti, a sud con la Liguria (province di Imperia e di Savona).
È la più antica provincia italiana (istituita nel 1859) ed era la più grande per estensione fino al 1947 (attualmente è la terza dopo Bolzano e Foggia); per questo in Piemonte è anche detta la Granda.

Storia
Venne istituita dalla Legge Rattazzi (Regio Decreto 3702 del 23 ottobre 1859), e da allora non è mai stata modificata; si può quindi dire, quanto a circoscrizione, che sia la provincia più antica d'Italia.

Morfologia
Le Alpi Cozie e Marittime la circondano rispettivamente a ovest e a sud, con un grande arco che solo a est della valle del Tanaro si abbassa in forme più dolci, trapassando al sistema collinare delle Langhe. I rilievi formano pertanto un grande bordo ad U, entro il quale si apre l'alta pianura solcata dal Po, dal Tanaro e dai loro numerosi affluenti. Sulla sinistra del Tanaro rientra nella provincia una porzione delle colline del Monferrato, che restringono la pianura fra Bra e Saluzzo e deviano il corso del Tanaro, che raggiunge il Po solo dopo aver aggirato da sud l'intero sistema collinare. Cuneo risulta essere una provincia ellittica estremamente accentrativa e compatta, sia dal punto di vista morfologico che sociale.
Nell'arco alpino i fiumi incidono valli trasversali, che convergono a ventaglio verso la pianura. La valle più settentrionale è quella del Po che nasce alle pendici del Monviso, massima elevazione della provincia (3841 m); seguono, quasi parallele, le valli dei torrenti Varaita, Maira e Grana, affluenti di destra del Po, quelle della Stura di Demonte e del Gesso, e numerose altre tributarie di sinistra del Tanaro. Le valli del Belbo e della Bormida, che tributano al Tanaro da destra, incidono e delimitano con altri corsi d'acqua i rilievi delle Langhe.

Trasporti
Da sempre la provincia di Cuneo subisce i disagi di un sistema di trasporti vecchio e inadeguato sia rispetto alle esigenze dei propri cittadini e delle imprese cuneesi, sia in relazione alle esigenze di chi transita attraverso la provincia da o verso Liguria o il sud della Francia.
Il capoluogo è privo di autostrade, anche se è in corso da anni la costruzione dell'autostrada Asti-Cuneo che intersecherà l'esistente autostrada Torino-Savona (il primo lotto è stato aperto al traffico nel 2005). I lavori per la Asti-Cuneo sono indispensabili perché il traffico di automobili e soprattutto camion soffoca i molti paesi lungo la statale che unisce i due capoluoghi, ma procedono a rilento per la cronica difficoltà a reperire finanziamenti governativi. Per gli stessi motivi la costruzione di una seconda carreggiata dell'autostrada Torino-Savona, per anni soprannominata autostrada della morte per l'alto numero di incidenti, è durata diversi lustri, ma oggi è finalmente completata.
Anche la situazione del trasporto ferroviario appare particolarmente delicata. La linea Torino-Savona è una delle più antiche d'Italia e mostra i segni del tempo a danno degli utenti. Infine poco rosea è la situazione dei valichi alpini, molti dei quali vengono chiusi durante il periodo invernale, anche per la riluttanza, in alcuni casi, delle autorità francesi a spendere denaro per tenere aperte le strade sul loro versante. Il progetto di costruire un tunnel definito del Mercantour, capace di unire Cuneo e il sud est della Francia, periodicamente viene presentato e poi viene accantonato di fronte alla difficoltà di finanziarlo, e ugual sorte subisce l'idea di collegare il monregalese alla provincia di Imperia attraverso un'autostrada.


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